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Idiprost Gold
Discussione (7 Opinioni)Home / Integratori / Per la prostata
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Idiprost Gold
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Azienda: IDI-Pharma

Idiprost Gold

 
Idiprost Gold è un integratore alimentare a base di Serenoa Repens e Crocus Sativus che agisce sull’ Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), fornendo al paziente una protezione della Funzionalità sessuale,.
Indicato nei pazienti che presentano IPB associato a deficit erettile (DE).
Contiene Serenoa Repens 320 mg estratto fluido( titolato in acidi grassi 88% min), Crocus sativus estratto secco stigma, Pinus massoniana.

Posologia:

1 capsula la sera prima del riposo notturno
Durata del trattamento: almeno 90 gg.

Confezione:

15 capsule softgel
 
L'azienda produttrice ha messo a punto la formulazione di Idiprost Gold partendo dal presupposto che sono spesso associati i problemi di deficit erettile con la patologia sottostante IPB.
In effetti esiste una ricca bibliografia,riportata piu' avanti nella descrizione che conferma questo legame.

Leggendo questi dati nei pazienti affetti da IPB ,se non ancora evidente ,sembra probabile l'insorgenza di deficit erettile.
Intervenire in anticipo con un integratore come Idiprost Gold sembra avere senso,con l'obiettivo da una parte di ritardare l'insorgenza di deficit erettile conclamato e dall'altra nel migliorare una DE gia' manifestatasi senza dover ricorrere a rimedi farmacologici con tutti i possibili effetti collaterali.
Idiprost Gold contiene dei principi attivi naturali che hanno dimostrato un effetto positivo,come descriveremo in seguito, soprattutto nelle fasi iniziali di DE,cioe' quando probabilmente non è dovuta  alla presenza di modificazioni strutturali della vascolarizzazione, placche ateromasiche,restringimenti arteriolari etc..

Composizione:

Crocus sativus estratto secco stigma 100 mg
Pinus Massoniana Lamb.estratto secco corteccia 120 mg
Serenoa Repens estratto oleoso frutto 320 mg

L'obiettivo del trattamento con Idiprost Gold è:
 
Migliorare i LUTS
Ridurre il danno endoteliale
e quindi :
 
 
Migliorare il benessere sessuale
Migliorare la Qualità di Vita (QoL)ì

TABELLA Indice internazionale della Funzionalita' erettile:
Chiamata IIEF-5 da :
Rosen RC et al. Development and evaluation of an abridged,
5-item version of the International Index of Erectile Function
(IIEF-5) as a diagnostic tool for erectile dysfunction.

Indica la gravita' di un DE diagnosticato,si ottiene valutando il paziente invitato a compilare una scheda di autovalutazione:
L'azienda produttrice di Idiprost Gold suggerisce questo intervento:

Pz. con IIEF-5: 25-22
Terapia: Idiprost o altri preparati a base di serenoa repens,estratto oleoso 320 mg, titolata
 
Pz. con IIEF-5: 21-8 :pazienti con IPB e DE lieve-moderata
Terapia Idiprost Gold
 
Pz. con IIEF-5: 7-5 :pazienti con IPB e DE moderata-grave
Terapia Idiprost gold e inibitori della fosfodiesterasi.
 

L’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB)

E' una patologia caratterizzata dall'aumento progressivo delvolume della ghiandola prostatica e dal peggioramento dei parametri uroflussometrici dei pazienti che ne sono affetti. Nell’IPB la ghiandola prostatica va incontro a fenomeni ipertrofico-iperplasicidelle proprie componenti cellulari, epiteliali e stromali; i sintomi clinici irritativi ed ostruttivi che ne derivano interferiscono notevolmente sulla qualità di vita dei pazienti.
Nel tessuto umano dell’IPB,inoltre, sono presenti infiltrati di cellule infiammatorie e nel tessuto prostatico di soggetti affetti daIPB è stata osservata un’estesa infiltrazione da parte di cellule T attivate (1-2)
 
L’ ipertrofia prostatica benigna è una patologia che interessa :
• 8% degli uomini con età fra 31 e 40 anni
• 50% degli uomini con età fra 51 e 60 anni
• 70% popolazione maschile tra i 60 e i 70 anni
• 90% degli uomini con età tra i 70 e i 90 anni.
La proliferazione cellulare ed il conseguente incremento dimensionale del tessuto prostaticoperiuretrale sono responsabili di alterazioni del processo minzionale e compromissione dello svuotamento vescicale: ne consegue la comparsa di un corteo di sintomi tipici correlati (LUTSLower Urinary Tract Symptoms) che variano dalla nicturia, frequenza urinaria ed urgenza, fino adiminuzione del flusso, flusso intermittente con svuotamento incompleto della vescica.
Questoinsieme;di sintomi porta ad una riduzione della Qualità della vita del paziente.
I sintomi del LUTS sono distinti in irritativi ed Ostruttivi:

La Disfunzione Erettile (DE):

Viene definita come la persistente o ricorrente incapacità di ottenere e/o mantenere un’erezione sufficientemente valida da consentire un rapporto sessuale soddisfacente.
Numerosi fattori fisici e psicologici sono coinvolti nella normale funzione erettile, compresi i fattori neurologici, vascolari, ormonali e cavernosi.
La DE interessa il 13% della popolazione maschile, affligge 1 uomo su 10.
Circa 3.000.000 diItaliani presentano un deficit dell’erezione.
La prevalenza della Disfunzione Erettile (DE) porterà a 322 milioni di uomini con tale condizione nel 2025
Lo studio Di Feldman et al. del 1994 (4), studio MMAS (Massachusetts Male Aging Study) fu il primo studio effettuato, su larga scala, sulla DE. Lo studio prendeva in esame uomini compresi tra i 40 e i 70 anni, e dimostrava che il 48% circa di questi non soffriva di disfunzione erettile, mentre il restante 52% circa di uomini ne soffriva a diversi livelli di gravità:
  • Lieve: 17.2 %
  • Moderata: 25.2 %
  • Completa: 9.6 %
Meccanismo dell’erezione:
 
Il rilasciamento della muscolatura liscia del corpo cavernoso e l’erezione del pene dipendono da un delicato equilibrio tra gli effetti di fattori vasocostrittori e vasodilatatori. Per portare il pene flaccido, tonicamente contratto, allo stato di erezione è necessario che il rilasciamento della muscolatura liscia del corpo cavernoso superi un determinato livello soglia.
È stato evidenziato che il difetto di base nei pazienti con DE può essere, indipendentemente dall’eziologia, uno squilibrio tra la contrazione e la capacità di rilasciamento della muscolatura liscia del corpo cavernoso.
Se il tono di base della muscolatura liscia del corpo cavernoso è troppo elevato, il massimo di rilasciamento potrà rivelarsi insufficiente a permettere l’aumento del flusso ematico richiesto per una normale erezione.
Se non si raggiunge o si mantiene il livello soglia di rilasciamento della muscolatura liscia, la resistenza al deflusso venoso sarà insufficiente. Da ciò dipenderebbe il fatto che si possono avere erezioni con gradi diversi di rigidità.
Le attuali conoscenze indicano che il rilasciamento della muscolatura liscia del corpo cavernoso necessario per l'erezione è dovuto ad un meccanismo non adrenergico - non colinergico (NANC) mediato dall'ossido nitrico (NO), un labile neurotrasmettitore.
L’NO è stato identificato nei tessuti corporei e si crede sia il fattore di rilasciamento endoteliale.
Il NO è sintetizzato dal suo precursore Arginina ad opera dell’enzima NOS (NO sintetasi).
Sia la forma costitutiva che quella inducibile di NOS sono prodotte nei tessuti cavernosi.
La NOS costitutiva è prodotta dalle cellule endoteliali e dai terminali nervosi, mentre la forma inducibile sembra essere prodotta solo dalle cellule muscolari lisce del corpo.
L’NO è liberato dalle terminazioni delle fibre nervose non colinergiche - non adrenergiche (NANC) presenti all’interno del corpi cavernosi e dalle cellule endoteliali che rivestono la superficie interna di tutte le strutture vascolari endocavernose.
L’NO prodotto dalle cellule endoteliali sinusoidali e dai neuroni non colinergici parasimpatici diffonde attraverso le vicine cellule muscolari lisce del corpo cavernoso.
L’NO è un gas e non ha un recettore specifico sulla membrana cellulare ma stimola l'enzima guanilato ciclasi. Una volta attivato questo enzima catalizza la conversione di guanosina trifosfato (GTP) in guanosina monofosfato ciclico (cGMP).
Questo è il secondo messaggero della via biochimica dell’erezione peninea, il suo accumulo infatti conduce alla seguente serie di eventi:
 Iperpolarizzazione
 chiusura dei canali del calcio voltaggio attivati
 sequestro del calcio intracellulare
 
questi eventi in definitiva portano ad una fuoriuscita degli ioni Calcio dall’interno della fibrocellula muscolare liscia all’ambiente extracellulare con conseguente rilasciamento della fibrocellula muscolare liscia stessa.
In condizioni normali il GMPc è degradato ad opera dell’enzima PDE5(fosfodiesterasi 5).
 
Oltre a stimolare la produzione di GMPc, l’NO stesso può direttamente influenzare la contrattilità delle fibre muscolari lisce dei corpi cavernosi alterando il flusso di ioni attraverso l’attivazione della Sodio/Potassio-adenosintriposfato (pompa sodio/potassio ATP dipendente) e la conseguent alterazione della conduttività della membrana al potassio (iperpolarizzazione per ingresso di 2 ioni potassio contro la fuoriuscita di 1 ione Sodio).
Il ritorno alla flaccidità avviene attraverso passaggi inversi: aumentano l’attività simpatica, il tono delle arterie elicine e la contrazione della muscolatura liscia trabecolare e si ha detumescenza, il pene ritorna flaccido. Il sangue defluisce attraverso le vene del pene e la pressione intracavernosa si riduce a livelli precedenti la stimolazione.
Le terapie oggi disponibili per la DE sono diverse, e non esiste una terapia universalmente valida.
Attualmente la disponibilità di terapie per curare la DE spazia dai farmaci orali e iniettabili all’intervento chirurgico.

Correlazione tra IPB e DE:

Studi epidemiologici recenti hanno confermato un forte grado di associazione tra IPB/Lower Urinary Tract Symptoms (LUTS) e Disfunzioni Sessuali (DS)
Numerose evidenze scientifiche suggeriscono infatti un legame tra le Patologie prostatiche in genere (IPB, Prostatite, CaP) e i disordini andrologici (disfunzione erettile, disfunzione eiaculatoria, infertilità).
Si riportano di seguito i più importanti studi in cui si evidenzia la connessione tra patologie prostatiche e disordini sessuali.

I dati del National Health and Social Life Survey (NHSLS) su un campione di adulti tra i 18 e i 59 anni, dimostrano un’elevata prevalenza di disfunzioni sessuali negli uomini (31%) e nelle donne (43%); inoltre negli uomini l’aumento dell’età è associato significativamente ad un’elevata prevalenza di disfunzione erettile e di calo del desiderio, e che i LUTS sono un forte elemento predittore per la disfunzione erettile.
Lo studio UrEpik effettuato su 4800 pazienti di età compresa fra i 40 e i 79 anni, dimostra che la prevalenza totale di disfunzione erettile è del 21% e che esiste una forte correlazione con l’età

Lo Studio Cologne Male Survey effettuato su 5000 uomini tra i 30 e gli 80 anni di età riporta una Prevalenza di DE del 19,2%, con una forte associazione tra LUTS e DE, i risultati di questo studio rivisti focalizzando l’attenzione sulla severità dei LUTS e l’impatto sulla DE evidenziano che nel gruppo di pazienti con DE la prevalenza dei LUTS è del 72,2% laddove nel gruppo senza DE la prevalenza dei LUTS è del 37,7% 11. (8) Braun, European Urology. 2003);
 
In uno studio effettuato nei Paesi Bassi su 1688 soggetti, si osserva che la prevalenza di DE aumenta dal 3% negli uomini tra i 50 e i 54 anni al 26% negli uomini tra i 70 e i 78 anni.
 
Lo studio Cross National Study on the Epidemiology of ED effettuato su 2412 uomini di etàcompresa fra i 40 e i 70 anni (di cui 1335 con disturbi della prostata o altri fattori di rischio come diabete, ulcera etc) di quattro nazioni diverse (Brasile, Italia, Giappone e Malesia) dimostra che la prevalenza di DE è del 16% nei soggetti sani e del 32% nei soggetti chehanno patologie.

Nel Massachusetts Male Aging Study (MMAS), sondaggio multinazionale su larga scala, su un campione di 12815 sondaggi completi in uomini di età compresa tra i 50 e gli 80 anni dietà, il 34,8% degli uomini di età compresa tra 40 e 70 anni hanno DE da moderata a grave.In tale studio i LUTS non sono considerati come fattore di rischio potenziale per DE.
Un recente studio effettuato in Danimarca su un campione di 3442 soggetti di età compresafra i 40 e i 65 anni si dimostra che la prevalenze di LUTS è del 39% e quella della DE è del29%, e attraverso un’analisi logistica multivariata di regressione lineare si osserva che iLUTS sono fattori predittori indipendenti per la DE ;
 
Lo studio EDEM (Epidemiologia de la Disfunction Erectil Masculina) ha riportato che nella fascia di età compresa tra 25 e 39 anni una percentuale del 3,9% degli uomini riporta DE e che tale percentuale raggiunge il 32,3% tra i 50 e i 70 anni .

I risultati dello studio MSAM-7 (Multinational Survey of the Aging Male) effettuato su uncampione di 12815 uomini di età compresa tra i 50 e gli 80 anni di età, confermano larealazione esistente tra LUTS e disfunzioni sessuali negli uomini; in tale studio la prevalenza di LUTS di varia severità è del 90%.

Serenoa Repens:

 
Di uso consolidato nella IPB è la Serenoa Repens.
Da preferire l'estratto oleoso titolato in acidi grassi liberi,maggiore é il titolo piu' efficace è il preparato.
Gli estratti secchi,in commercio in diversi preparati, non garantiscono lo stesso effetto.
Idiprost Gold uutilizza un estratto oleoso titolato a minimo 88,75% in acidi grassi liberi.
La Serenoa Rens èefficace nel ridurre la sintomatologia associata all'IPB grazie alle sue documentate azioni.
È noto infatti che la Serenoa Repens svolge:
un’azione antiandrogena attraverso l’inibizione di entrambe le isoforme di 5a-reduttasi (enzima implicato nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone-DHT) e del legame del DHT con i recettori per gli androgeni citosolici e nucleari Liang e coll Biochem J 1992, Steers Urology 2001, Mirone e coll. European Urology Supplements 2006).

Un’azione antiestrogenica in quanto induce una diminuzione dei recettori per gli estrogeni(ER), a loro volta capaci di aumentare l’affinità dei recettori androgenici per il DHT.
 
Un’azione antiinfiammatoria attraverso l’inibizione sia della cicloossigenasi che della lipoossigenasi , Gerber e coll. Urology 2004, Novara e coll. European UrologySupplements 2006).
Un’azione antiprolattinica mediante il blocco dell’azione della prolattina: la prolattina incrementa l’attività della 5a-reduttasi e quindi bloccando la sua azione si riduce la disponibilità di DHT con riduzione della crescita prostatica.
Un’azione modulatoria sull’apoptosi, è infatti capace di reversare il rapporto apoptosi/proliferazione alterato nei tessuti prostatici con IPB Novara e coll. -European Urology Supplements 2006; Mirone e coll. European Urology Supplements
52006; Vacherot e coll.- Prostate 2000).
 


PMBE (Pinus Massoniana Bark Extract):

 
Contiene Flavonoidi (principalmente procianidine) quali importanti sostanze bioattive:
PMBE titolato in Oligoproantocianidine
Pinus Massoniana titolato al 95% Oligoproantocianidine:
Il Pinus Massoniana è stato da sempre utilizzato per le sue importanti proprietà attribuibili principalmente alla presenza, nell’estratto, di flavonoidi (principalmente procianidine) quali importanti sostanze bioattive. Il Pinus Massoniana Lamb possiede attività antiossidante, scavenger nei confronti dell’anione superossido e dei radicali liberi. L’attività antiossidante del PMBE aumenta in maniera dose-dipendente. In aggiunta a ciò è stato investigato in vitro l’effetto del PMBE sulle cellule del carcinoma epatocellulare BEL-7402 e sulle normali cellule epatiche L-02.
I risultati suggeriscono che il Pinus Massoniana Lamb è un antiossidante naturale che può essere utilizzato come integratore o come precursore candidato per nuove terapie anticancro
I flavonoidi possono inibire e talvolta indurre una grande varietà di sistemi enzimatici nei mammiferi, molti dei quali sono coinvolti in importanti vie metaboliche.
In particolare sono in grado di inibire l'attività degli enzimi pro-ossidanti lipossigenasi e ciclossigenasi, la fosfolipasi A2, la glutatione reduttasi e la xantina ossidasi, le proteinchinasi, la succinossidasi e la NADH-ossidasi mitocondriale.
 
Interazione con i meccanismi di formazione dell’NO:
I Bioflavonoidi sono in grado di aumentare l’espressione dell’NO Sintasi Endoteliale, ne consegue un incremento della sintesi di NO con conseguenti effetti vasodilatatori.
Quindi l’azione ascritta al Pinus Massoniana Lamb è dovuta alla presenza di OPC, ed è per questo fondamentale sottolineare lì’importanza di utilizzare un estratto titolato in OPC:contiene Pinus Massoniana Lamb titolato al 95% in OPC

I Bioflavonopidi hanno queste attivita':
Azione antiossidante:
Incremento dell’emivita dell’NO grazie alla prevenzione dell’ossidazione dell’NO a nitrati e nitriti inattivi-
 
Azione antinfiammatoria:
Studi in vitro hanno dimostrato che i flavonoidi sono in grado di inibire l’attività degli enzimi pro-ossidanti lipossigenasi e ciclossigenasi
 
Azione Apoptotica:
Regolazione del meccanismo di proliferazione/morte cellulare attraverso ladownregulation della proteina Bcl-2
 
Interazione con i meccanismi di formazione di NO:
I Bioflavonoidi sono in grado di aumentare l’espressione dell’NO Sintasi Endoteliale . Ne consegue un incremento della sintesi di NO con conseguenti effetti vasodilatatori
 
Incremento dell’espressione dell’NO sintasi endoteliale:
Le OPC (Bioflavonoidi) favoriscono la normale produzione di NO attraverso l’incremento dell’espressione dell’NO sintasi endoteliale.



Crocus Sativus:

Pianta perenne appartenente alla famiglia delle Iridaceae, comunemente nota come Saffron,originaria dell’Iran e della Grecia oggi coltivata anche nel sud Europa, in Tibet e altre nazioni.
Usata come spezia, colorante e aromatizzante nella preparazione di alimenti e cosmetici.
L’estrattodegli stigma grazie alle diverse azioni terapeutiche è utilizzato per diversi disordini.
I componenti considerati attivi farmacologicamente ed importanti sono gli agenti volatili come ilsafranale, i principi amari come la picrocrocina e i materiali coloranti come la crocetina e il suo glicoside crocina. In alcuni studi moderni di farmacologia, il crocus o i suoi costituenti hanno mostrato azione anticonvulsionante, antidepressiva, antiinfiammatoria, antinocicettiva eantitumorale.
Inoltre è stata dimostrata anche un’azione scavanger sui radicali liberi così come un’azione nel miglioramento della memoria e dell’apprendimento.
L’estratto degli stigma rossi essiccati della pianta di Zafferano ( Crocus Sativa), è utilizzato nella medicina tradizionale come agente afrodisiaco.
 
 
Uno studio clinico pilota del 2009 condotto da Shamsa et al. valuta l’effetto della somministrazione di 200 mg/die di Zafferano (che contengono precisamente 19.7 mg/g di crocina e 0.25 mg/g di safranale), per 10 giorni in soggetti maschi di età compresa fra 26 e i 62 anni, con disfunzione erettile.
La valutazione dell’efficacia dell’estratto viene effettuata attraverso il test della tumescenza peniena notturna (NPT tets) e il questionario IIEF-5.
Si osserva una differenza statisticamente significativa nella rigidità e nella tumescenza peninea: il trattamento con Crocus migliora questi parametri.
 
Si osserva inoltre un miglioramento significativo, dopo il trattamento con Crocus, per quanto riguarda la funzione erettile, la funzione orgasmica, il desiderio sessuale, la soddisfazione nel rapporto sessuale e la soddisfazione in generale.
La sicurezza e la tollerabilità del crocus sativus al dosaggio di 200 e 400 mg/die sono stati valutati in uno studio del 2008 in cui si dimostra che l’assunzione di questi dosaggi di zafferano può produrre la variazione di alcuni parametri biochimici ed emodinamici ma che comunque queste alterazioni rientrano comunque nel range dei parametri considerati normali e non hanno rilevanza clinica.
Il Saffron (Crocus Sativa), incrementa l’EDR (rilassamento endotelio-dipendente) dell’aorta toracica nei ratti, ciò può essere spiegato con un incremento dell’attività dell’eNOS e conseguentemente con un incremento della produzione di NO.
Il Saffron inoltre inibisce il rilascio di Ca(2+) nel reticolo endoplasmatico. La riduzione del rilascio di Ca
lcio intracellulare può contribuire al rilassamento del corpo cavernoso e conseguentemente all’erezione.
 
Uno studio di H.Hosseindazeh et al. pubblicato su Phytomedicine 15 (2008) 491-495 sull'utilzzo del Saffron concludeva che al momento l’elevato costo del Saffron ha rappresentato un ostacoloall’utilizzo di questo estratto nel trattamento della disfunzione sessuale. (…);quindi concordava sull'efficacia del principio attivo ma a causa dei costi dell'epoca era improponibile l'immissione sul mercatodi qualunque preparato a base di Saffron.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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